Nel cuore dell’anno enogastronomico italiano, la città di Siena si prepara ad aggiungere un nuovo capitolo alla sua tradizione di eccellenze dedicate al vino e alla cultura del gusto. Nasce infatti il premio “Wine & Siena Food & Wine Journalist”, pensato per valorizzare chi ha contribuito a raccontare con rigore, passione e profondità il mondo del cibo e del vino nel nostro Paese. La prima edizione di questo riconoscimento va al giornalista Bruno Gambacorta, figura storica del giornalismo televisivo italiano e mente dietro alla celebre rubrica TG2 Eat Parade.
Gambacorta, volto noto per oltre trent’anni nelle redazioni Rai, ha portato le storie di territori, produttori e sapori nelle case degli italiani, contribuendo a fare dell’enogastronomia non solo un tema di consumo ma un elemento fondamentale del patrimonio culturale nazionale. Il premio gli viene assegnato “per aver reso il racconto del cibo e del vino parte integrante del patrimonio culturale italiano”, mettendo in evidenza come il binomio tra buon cibo e buon vino sia parte dell’identità collettiva dell’Italia.
La cerimonia di consegna è in programma venerdì 30 gennaio alle ore 18:00 a Palazzo Patrizi, in apertura della manifestazione Wine&Siena 2026 (che si svolge dal 31 gennaio al 2 febbraio), evento ideato da The WineHunter Helmut Köcher e Confcommercio Siena per celebrare le eccellenze selezionate dal circuito The WineHunter Award.
Accanto alla consegna del premio, Gambacorta sarà protagonista anche di un talk sabato 31 gennaio alle 12:15 nella Sala Sant’Ansano del complesso di Santa Maria della Scala, dove discuterà di “La Cucina Italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” insieme ad Helmut Köcher e alla produttrice Donatella Cinelli Colombini. L’iniziativa sottolinea l’intreccio profondo tra enogastronomia e patrimonio culturale, un tema al centro dei dibattiti contemporanei sul valore sociale e identitario del cibo.
Wine&Siena si conferma così non solo come vetrina di vini, prodotti gastronomici e percorsi sensoriali — con degustazioni, masterclass e incontri — ma anche come piattaforma culturale in grado di esaltare il ruolo di chi racconta storie di gusto, territori e comunità.
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