Sulle colline di Moasca, lungo la direttrice che conduce verso Nizza Monferrato, in un paesaggio segnato da vigneti storici e da una cultura agricola profondamente radicata, prende forma una realtà che interpreta l’eccellenza rurale in chiave contemporanea. È l’azienda agricola Vigliani Alessandra, un luogo in cui allevamento, trasformazione artigianale e rispetto del territorio convivono in equilibrio.
A raccontarla è Marco Francesconi, che accompagna il visitatore in un contesto dove nulla è lasciato al caso. «Produciamo formaggi di capra da undici anni», spiega. «Alleviamo circa 150 capre camosciate delle Alpi, una razza che abbiamo scelto consapevolmente: produce meno latte rispetto ad altre, ma garantisce una qualità superiore e una resa di trasformazione molto elevata». 
La produzione casearia è articolata e pensata per valorizzare le diverse espressioni del latte caprino. Accanto ai formaggi freschi – come primo sale, ricotta e robiola – trovano spazio stagionature più complesse, tra cui erborinati ispirati alla tradizione del “ronzola” e paste più strutturate, vere espressioni del savoir-faire artigianale aziendale.
Alla base di tutto c’è una scelta precisa: lavorare a latte crudo. «È una decisione voluta», sottolinea Francesconi. «Il latte crudo porta con sé l’unicità del territorio e, soprattutto, della mia azienda. È una scelta che richiede grande attenzione e responsabilità, supportata da formazione continua ed esperienza: solo così è possibile trasformare questa materia prima in un prodotto sicuro e di altissima qualità». Una filosofia che riflette una visione etica del lavoro agricolo, lontana da scorciatoie industriali. 
Tra i formaggi simbolo dell’azienda spicca il Capreggio, un nome che nasce quasi per gioco, dall’unione di “capra” e “taleggio”. Si tratta di un formaggio a latte crudo e pasta cruda, non sottoposto a stress termici, stagionato per circa un mese. Durante la maturazione viene spazzolato settimanalmente con acqua e sale: una tecnica che favorisce la formazione di una crosta lavata capace di mantenere l’umidità interna e accompagnare una maturazione armoniosa.
Ma la storia dell’azienda Vigliani Alessandra non nasce con le capre. Le sue radici affondano nell’allevamento equino. «Tutto parte dalla passione di mia zia, Alessandra Vigliani, veterinaria specializzata in cavalli da corsa», racconta Francesconi. «All’inizio degli anni Duemila abbiamo recuperato un vecchio allevamento dismesso e lo abbiamo riportato in vita». 
Oggi l’azienda ospita circa trenta cavalli, tra mezzosangue e purosangue inglesi da galoppo, con una decina di fattrici. Un’attività che convive con quella caprina secondo criteri di benessere animale e gestione attenta: maschi e femmine vengono tenuti separati e l’accoppiamento avviene in modo controllato, solo in determinati periodi dell’anno.
Il latte prodotto da circa cento capre in lattazione viene trasformato interamente in azienda, garantendo una filiera chiusa e tracciabile. «I nostri formaggi sono realizzati esclusivamente con il nostro latte», precisa Francesconi.
Alla domanda su quale sia il formaggio migliore, la risposta arriva con un sorriso: «Il formaggio più buono è quello che si sta assaggiando. Un po’ come accade con il vino».
Il mercato resta prevalentemente locale, legato a un pubblico attento, alla ricerca di autenticità e qualità. Ma non mancano appassionati che arrivano anche da fuori provincia, attratti da una realtà che interpreta il territorio non come semplice cornice, ma come ingrediente fondamentale.
A Moasca, tra colline e vigneti del Monferrato, l’agricoltura continua così a raccontare una storia fatta di competenza, responsabilità e rispetto profondo per la terra.

