Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 251 del 28 ottobre 2025) del Decreto 17 ottobre 2025, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha formalmente riconosciuto il Consorzio Nazionale Grappa quale soggetto incaricato della tutela della IG «Grappa».
Si tratta del primo consorzio di tutela per una bevanda spiritosa a Indicazione Geografica in Italia: un risultato che segna una tappa storica per l’intero comparto delle acquaviti italiane.
Una tutela «alla pari» con vini e agroalimentari
Il riconoscimento pone il distillato tra le produzioni che godono di tutela strutturale: promozione, vigilanza, informazione al consumatore, cura generale degli interessi dell’IG sono d’ora in capo al Consorzio.
Come dichiara in una nota Nuccio Caffo, Presidente del Consorzio, «il lungo percorso che ci ha portati a questo risultato non è stato semplice … La Grappa, espressione autentica della tradizione e del saper fare italiano, trova nel Consorzio lo strumento per tutelare e promuovere il proprio valore in Italia e nel mondo».
Il riconoscimento arriva in un momento di fermento per il settore. Nei primi sette mesi del 2025, le esportazioni della Grappa – pur rappresentando ancora una nicchia da circa 19 milioni di euro – hanno registrato un aumento del +2 % nei volumi.
L’Europa rimane mercato di riferimento, con la Germania che assorbe oltre la metà delle esportazioni (circa 10 milioni di euro). Notevole anche l’incremento verso gli Stati Uniti, +64 % nel periodo considerato, in un contesto segnato da dazi e politiche d’importazione.
Inoltre, secondo studi recenti, il valore complessivo dell’export italiano di bevande spiritose è triplicato nell’ultimo decennio, passando da poco più di 1 miliardo di euro nel 2014 a oltre 3 miliardi nel 2024.
Implicazioni per il settore e prospettive
Con questo passo, la Grappa ottiene finalmente una rappresentanza unitaria e istituzionalizzata. Come evidenziato da AssoDistil, che da anni ha sostenuto il progetto, «il decreto ministeriale colma finalmente un vuoto normativo e pone il settore su un piano di pari dignità rispetto agli altri comparti delle IG».
Per il Consorzio e per i produttori è aperta una nuova stagione: dall’attività di vigilanza sul termine “Grappa”, conforme alla normativa che ne riserva la produzione esclusivamente da vinacce italiane, all’ampliamento dei mercati esteri fino all’adozione di approcci più strutturati per la valorizzazione del distillato.
L’ufficializzazione del Consorzio Nazionale Grappa rappresenta un punto di svolta: la Grappa entra nella «classe» delle produzioni tutelate, guadagnando strumenti formali per promuovere e difendere il proprio valore. A fronte di mercati esterni in crescita e di un quadro normativo sempre più incisivo, il distillato italiano potrà giocare un ruolo più definito nella valorizzazione del made in Italy.

