Museo si presenta oggi come un viaggio esperienziale e sensoriale. In cinque sezioni tematiche – Radici, Territorio, La Grappa, Arcadia degli Spiriti, Universo Berta – l’allestimento accompagna il visitatore in un racconto dove le parole si fondono con immagini, profumi, suoni e materiali. Una scenografia multimediale, curata dallo studio torinese Mind The Gap, trasforma le antiche mura in uno spazio narrativo contemporaneo.
Il percorso si apre con le radici della famiglia: fotografie in bianco e nero, lettere d’archivio e oggetti quotidiani evocano la figura di Paolo Berta, fondatore della distilleria nel 1947, e della moglie Lidia. Da lì, la narrazione si espande alla geografia del Monferrato, al paesaggio delle vigne e alle vinacce piemontesi – materia prima che diventa alchimia attraverso gli alambicchi.
Non manca lo spazio alla poesia: l’Arcadia degli Spiriti, con le sue installazioni evocative, restituisce il lato spirituale della grappa, fatta non solo di tecnica ma di attese, silenzi, legni pregiati e gesti tramandati. L’Universo Berta, infine, racconta il presente e il futuro dell’azienda, che oggi vede protagonisti i nipoti del fondatore, custodi di un’identità artigianale declinata con sensibilità contemporanea.
L’ingresso al museo è gratuito, a testimonianza della volontà di aprirsi al territorio e al turismo culturale. A pochi metri, le cantine e la barricaia accolgono visite guidate e degustazioni, per chi desidera completare l’esperienza sensoriale con l’assaggio delle grappe invecchiate nelle celebri botti in rovere francese.
Il nuovo Museo non è solo una celebrazione familiare, ma una dichiarazione d’identità: un esempio di come la memoria d’impresa possa farsi cultura viva, capace di dialogare con un pubblico sempre più attento alla qualità, alla storia e alla bellezza

