Nel 2024, l’Italia ha visto l’importazione di 65 milioni di litri di olio d’oliva proveniente principalmente da Paesi extra UE, sollevando preoccupazioni riguardo alla concorrenza sleale e al rischio di frodi nel mercato nazionale. Questo allarme è stato lanciato da Coldiretti e dal consorzio olivicolo italiano Unaprol, che hanno evidenziato come tali importazioni possano danneggiare il settore dell’olio extravergine d’oliva (EVO) italiano.
La situazione è aggravata dal calo della produzione interna: secondo i dati pubblicati da Ismea, nel 2024 l’Italia ha prodotto circa 244.000 tonnellate di olio d’oliva, registrando una diminuzione del 23% rispetto al 2023. Anche la Spagna, leader mondiale nella produzione, ha subito una contrazione significativa, passando da 1,7 milioni di tonnellate a circa 600-800 mila tonnellate, con una previsione di risalita a 1,3 milioni nell’annata 2024-2025. Questa riduzione ha portato l’Italia a scendere dal secondo al quinto posto tra i produttori mondiali, superata da Turchia, Tunisia e Grecia.
Le importazioni di olio d’oliva da Paesi extra UE, come la Tunisia, sono facilitate da accordi con l’Unione Europea che prevedono l’importazione annuale, senza applicazione di dazi doganali, di 56.700 tonnellate di oli vergini d’oliva. Questo ha portato l’olio tunisino ad essere venduto a prezzi inferiori ai 5 euro al litro, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi dell’olio italiano e costringendo gli olivicoltori nazionali a vendere al di sotto dei costi di produzione.
David Granieri, presidente di Unaprol, ha espresso preoccupazione riguardo all’immissione sul mercato di olio EVO a basso costo e di dubbia provenienza, che potrebbe compromettere la qualità e la sicurezza alimentare del patrimonio agroalimentare italiano. Granieri ha sottolineato la necessità di garantire che l’olio importato rispetti gli stessi elevati standard di qualità e sicurezza dell’olio extravergine d’oliva europeo, per evitare di minare la fiducia dei consumatori e la reputazione dell’olio italiano, riconosciuto tra i migliori al mondo.
Per contrastare queste problematiche, Coldiretti e Unaprol propongono l’istituzione di un Registro Telematico Unico a livello europeo, basato sul modello italiano del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian). Questo strumento garantirebbe maggiore trasparenza e tracciabilità, tutelando i consumatori e valorizzando il prodotto autentico. Inoltre, permetterebbe di scoraggiare pratiche illecite e facilitare i controlli, rafforzando la reputazione dell’olio extravergine d’oliva europeo a livello internazionale.

