C’è un momento, alla fine dell’estate, in cui Caldaro torna a parlare soprattutto di vino. È quello dei Kalterer Weintage 2026, le Giornate del Vino di Caldaro, in programma giovedì 3 e venerdì 4 settembre nella Piazza Principale del paese, dalle 18 alle 23. Un appuntamento che porta nel centro storico produttori, appassionati e curiosi, trasformando per due sere il cuore di Caldaro in un ideale percorso di degustazione dedicato alla produzione vitivinicola locale.
Il format conserva una delle caratteristiche che ne hanno costruito negli anni l’identità: il vino non viene raccontato soltanto attraverso le etichette, ma direttamente dalle persone che lo producono. Sono infatti i vignaioli a presidiare i banchi di assaggio, creando un’occasione informale per conoscere cantine, annate e differenti interpretazioni del territorio.
In degustazione ci saranno oltre 150 vini, tra bianchi, rosati e rossi. Una panoramica che restituisce la ricchezza di una zona vitivinicola particolarmente vocata e che trova nel Kalterersee, il Lago di Caldaro, uno dei suoi simboli più riconoscibili. Il vino che porta il nome del territorio nasce principalmente dalla Schiava, vitigno storico dell’Alto Adige, e rappresenta uno dei fili conduttori della cultura enologica locale.
Quello di Caldaro è un paesaggio nel quale vino, agricoltura e turismo convivono da secoli. La superficie vitata del territorio raggiunge circa 760 ettari, un mosaico di vigneti nel quale varietà, altitudini e interpretazioni produttive contribuiscono a definire un’identità tutt’altro che uniforme. Anche la proposta della Cantina Kaltern racconta questa complessità: la cooperativa lavora con diverse varietà, tra cui Pinot Bianco, Sauvignon, Vernatsch, Cabernet Sauvignon, Goldmuskateller e Chardonnay, su vigneti distribuiti tra circa 220 e quasi 850 metri di altitudine.
È proprio questa pluralità a rendere i Kalterer Weintage interessanti anche per chi non frequenta abitualmente le degustazioni professionali. L’obiettivo non è soltanto mettere in fila numerose bottiglie, ma creare un contatto diretto tra chi il vino lo produce e chi lo beve. Si può passare da un calice all’altro, confrontare stili e annate, ascoltare il racconto di una cantina e comprendere come lo stesso territorio possa essere interpretato attraverso vini molto diversi.
La manifestazione nasce infatti da una vocazione precisa: valorizzare il patrimonio enologico di Caldaro e, in particolare, il vino che più di ogni altro ne porta il nome. Nel tempo, quello che era nato come appuntamento rivolto soprattutto agli addetti ai lavori si è trasformato in una manifestazione capace di parlare a un pubblico più ampio, mantenendo però il rapporto diretto con i produttori.
Il vino, naturalmente, non arriva da solo. Accanto ai calici è prevista una selezione di specialità gastronomiche altoatesine, pensate per accompagnare le degustazioni e completare l’esperienza. La dimensione gastronomica diventa così parte integrante di una serata che punta sulla convivialità più che sulla formalità, in sintonia con il carattere di Caldaro e della sua cultura del vino.
Il calendario enogastronomico del paese conferma del resto quanto il vino sia parte strutturale dell’identità locale. Nel corso dell’anno Caldaro propone visite al Museo provinciale del Vino, degustazioni in cantina e percorsi tra i vigneti, offrendo ai visitatori diverse possibilità per approfondire la storia e le tradizioni della viticoltura altoatesina.
I Kalterer Weintage 2026 si inseriscono quindi in un racconto più ampio: quello di un territorio nel quale il vino non è soltanto un prodotto agricolo, ma una chiave per leggere il paesaggio, la storia e la cultura locale. Per due sere, la Piazza Principale diventerà il punto d’incontro tra queste dimensioni, con i produttori al centro e il pubblico invitato a scoprirle attraverso il calice.
L’appuntamento è fissato per 3 e 4 settembre 2026, dalle 18 alle 23, in Piazza Principale a Caldaro. Due serate di fine estate in cui oltre 150 vini saranno l’occasione per entrare, senza mediazioni, nel mondo vitivinicolo di uno dei borghi più rappresentativi della Strada del Vino dell’Alto Adige.

