Parma si prepara a trasformare ancora una volta il proprio centro storico in un grande palcoscenico dedicato alla gastronomia italiana. Martedì 8 settembre torna infatti la Cena dei Mille, appuntamento arrivato alla settima edizione che porterà mille commensali a sedersi lungo una tavolata di circa 400 metri, tra Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica. Un evento che negli anni ha costruito un’identità precisa, mettendo in dialogo le eccellenze della Parma Food Valley con alcuni dei più importanti interpreti della cucina italiana.
La formula del 2026 conferma questa vocazione, ma introduce anche un dialogo particolarmente interessante tra Emilia e Campania. Il guest chef sarà infatti Gennaro Esposito, due Stelle Michelin e patron de La Torre del Saracino di Vico Equense, chiamato a portare a Parma uno dei piatti più rappresentativi della propria cucina: la Minestra di pasta mista con pesci di scoglio. Una preparazione che porta nel menu il Mediterraneo e la memoria gastronomica campana, inserendosi in un percorso costruito intorno ai prodotti e all’identità del territorio parmense.
Il menu della serata sarà composto da quattro portate. Ad aprire il percorso sarà la Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico, firmata da Parma Quality Restaurants. Un piatto che interpreta in chiave contemporanea uno degli ingredienti simbolo della Food Valley e introduce una sequenza gastronomica pensata per alternare territorio, tecnica e contaminazioni.
Il primo piatto sarà quello di Gennaro Esposito, con la sua Minestra di pasta mista con pesci di scoglio. È qui che la Cena dei Mille trova uno dei suoi momenti più caratterizzanti: una ricetta fortemente legata alla storia culinaria dello chef campano entra in una cena dedicata alle eccellenze emiliane, creando un ponte tra due grandi culture gastronomiche italiane.
A seguire arriverà il secondo di ChefToChef Emilia-Romagna, Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno, una composizione che guarda alla memoria contadina del territorio attraverso ingredienti capaci di raccontare stagioni, paesaggio e tradizione. Il dessert sarà invece affidato ad ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, con Oro della Bassa, chiusura pensata per riportare il racconto gastronomico nel cuore della pianura parmense.
Anche il vino avrà un ruolo centrale. Per l’edizione 2026 entra nella manifestazione il Consorzio Franciacorta, le cui bollicine accompagneranno le portate della cena. Accanto a Franciacorta saranno protagonisti i Vini dei Colli di Parma, chiamati ad accompagnare in particolare il dessert con una Malvasia dolce spumante DOC, oltre alle cantine Venturini Baldini e Il Poggiarello. La selezione conferma la volontà di costruire un racconto enogastronomico capace di valorizzare sia le denominazioni italiane sia le produzioni più strettamente legate al territorio.
Prima della cena, il rito prenderà avvio con un aperitivo articolato in 18 postazioni. Dodici saranno dedicate al food: sei rappresenteranno le principali filiere della Parma Food Valley – Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pasta, pomodoro, latte e alici – mentre le altre daranno spazio a Culatello di Zibello, Coppa di Parma, Salame Felino, Salumi DOP Piacentini, Fungo di Borgotaro, Coppini Arte Olearia e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Le restanti postazioni saranno dedicate al beverage, tra vini, proposte analcoliche e mixology.
Dietro la dimensione spettacolare dell’evento c’è del resto una filiera che rappresenta uno dei principali asset economici del territorio. Le sei filiere della Parma Food Valley hanno raggiunto nel 2025 un fatturato al consumo complessivo di 12,5 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% rispetto all’anno precedente. Un dato che aiuta a comprendere perché la Cena dei Mille non sia soltanto una grande cena all’aperto, ma anche una vetrina internazionale per il sistema agroalimentare parmense.
La dimensione internazionale è evidente anche dall’interesse suscitato dall’edizione 2026. I mille biglietti disponibili sono stati infatti venduti in appena sei minuti, con acquisti arrivati anche dall’estero, compresi Stati Uniti e Australia. Un risultato che conferma la capacità della manifestazione di trasformare la gastronomia in esperienza, turismo e identità territoriale.
Non mancheranno infine gli elementi di design che negli anni sono diventati parte integrante dell’esperienza. Bormioli Luigi firmerà i sottopiatti in vetro opale, mille pezzi decorati con un richiamo all’Ospedale Vecchio di via D’Azeglio, mentre Coccinelle, realtà nata proprio a Parma nel 1978, realizzerà per il quarto anno consecutivo i mille braccialetti in pelle destinati agli ospiti, scelti quest’anno in una tonalità rosso intenso.
Quando il sole calerà sul centro storico di Parma, la tavola attraverserà dunque il cuore della città trasformando Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica in una scenografia gastronomica lunga quasi mezzo chilometro. La settima Cena dei Mille si presenta così come un appuntamento nel quale alta cucina, vino, design e cultura del territorio convivono attorno a un unico gesto: sedersi a tavola. E, per una sera, fare della convivialità il modo più immediato per raccontare Parma al mondo.

