Nel cuore delle colline moreniche che si affacciano sul Lago di Viverone, in Piemonte, prende forma un bianco che coniuga grazia, freschezza e identità territoriale. È il vino che la famiglia Pozzo dedica al vitigno autoctono Erbaluce: il nome scelto, «Reirì», richiama il gesto tradizionale del diradamento («reirì» in dialetto piemontese) delle foglie e dei grappoli, un atto di cura che premia la concentrazione e l’espressività dell’uva.
L’Erbaluce vanta origini antiche e una stretta connessione con la zona del Canavese: i suoi grappoli maturano su suoli sabbiosi o ciottolosi, depositi delle antiche morene glaciali, che regalano al vino una tensione minerale e una freschezza notevoli.
La denominazione Erbaluce di Caluso DOCG copre 37 comuni tra le province di Torino, Vercelli e Biella e consente varietà di espressione: il vino fermo, lo spumante metodo classico e il passito.
Nel caso della produzione dell’Azienda Agricola Pozzo — che estende i suoi vigneti su una superficie di 6 ettari — la scelta ricade su uve Erbaluce in purezza, raccolte con metodi attenti e vinificate con cura.
Secondo le informazioni ufficiali dell’azienda, il «Reirì – Erbaluce di Caluso DOCG» è ottenuto al 100 % da Erbaluce, e presenta un’attenta lavorazione: dopo la raccolta, l’uva viene posta in cella frigorifera per 48 ore a circa 3 °C; segue una macerazione a freddo sulle bucce per 48 ore in modo da trasferire colore e profumi. Successivamente la fermentazione e l’affinamento in acciaio fino alla primavera.
Il risultato: un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini brillanti; al naso, note fini e intense di fiori bianchi, agrumi e buona persistenza aromatica; al palato, fresco, sapido e fruttato, con un grado alcolico di circa 12,5 %.
La temperatura consigliata di servizio è tra 8-10 °C, e gli abbinamenti suggeriti spaziano da aperitivi, antipasti e carni bianche fino ai pesci e crostacei.
Non si tratta soltanto di tecnica e suolo: il prestigio lo confermano anche i riconoscimenti recenti. Nella rassegna dedicata ai vini di lago organizzata dall’ONAV di Varese, il Reirì 2023 si è aggiudicato il primo posto come «miglior vino di lago», portando in alto la visibilità dell’azienda e del micro-territorio.
Questi risultati testimoniano come, anche da una realtà di piccola scala, possa emergere un prodotto distintivo capace di dialogare con i grandi interpreti del bianco piemontese.
Se si cerca un bianco che sappia esprimere in modo autentico il legame con il Piemonte settentrionale — con il lago, le colline, l’Erbaluce — questo vino rappresenta una scelta luminosa. La freschezza e la sapidità lo rendono adatto a momenti conviviali leggeri ma raffinati, e al tempo stesso a tavole più strutturate.
Allo stesso tempo, la scelta di una conduzione familiare, un vigneto compatto e attente scelte agronomiche garantiscono un tocco artigianale che si percepisce in bottiglia.

